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Come leggere il libretto di circolazione: legenda e istruzioni
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Dalla prima facciata al retro, ecco tutte le sigle presenti sul libretto di circolazione.

Tra i vari documenti da tenere sempre a portata di mano quando si è alla guida della propria vettura, il libretto di circolazione è senza ombra di dubbio uno dei più importanti, poiché che racchiude i dati “anagrafici” dell’automobile, oltre alle generalità del proprietario del veicolo.

Come leggere il libretto di circolazione

Il libretto di circolazione presenta una serie di numeri e sigle che, a prima vista, possono sembrare complicati da decifrare, ma in realtà è meno complesso di quanto si immagini. Per capire come leggere il libretto di circolazione bisogna innanzitutto sapere che è composto da un unico foglio stampato sulle due facciate e suddiviso in quattro quadranti per lato. Il retro del libretto di circolazione è senza dubbio la parte meno complessa da analizzare dato che i quattro quadranti di questa facciata sono riservati alla legenda del libretto di circolazione, cioè alla spiegazione dettagliata di tutte le sigle presenti sullo stesso, all’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà.

Libretto di circolazione: come si legge

Se il retro del libretto di circolazione auto, come detto,  non comporta particolari difficoltà di comprensione, maggiore attenzione deve essere dedicata alla prima facciata, data la presenza di sigle e codici disposti in un ordine stabilito dalla legge, che potrebbero far confondere. Il primo quadrante è quello dedicato ai dati “anagrafici” dell’auto. Nella parte superiore, accanto al simbolo della Comunità Europea, è indicato lo Stato che ha emesso il libretto di circolazione. Nel nostro caso troveremo la dicitura “Repubblica Italiana, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i trasporti terrestri”. Al di sotto di questa dicitura viene indicato il numero relativo al libretto di circolazione auto, mentre i due spazi sottostanti sono riservati a un codice alfanumerico, nello specifico lo spazio a sinistra, che identifica la registrazione alla Motorizzazione Civile, mentre lo spazio a destra è riservato al numero di targa del veicolo preceduto dal simbolo “A”. Se quindi, guardando il libretto di circolazione, ci si chiede dov’è la targa, sarà sufficiente consultare lo spazio del primo quadrante della facciata frontale del documento.

Libretto di circolazione: cosa contiene

Sempre nel primo quadrante del libretto di circolazione sono presenti ulteriori sigle e numeri. La data della prima immatricolazione è indicata con la lettera “B”, mentre le sigle “C 2.1”, “C 2.2” e “C 2.3” sono riservate ai dati del proprietario del veicolo qualora questo sia anche l’intestatario del libretto di circolazione auto, mentre qualora i due soggetti siano differenti  il cognome, il nome e l’indirizzo sono indicati con i codici “C.1.1”, “C.1.2”, “C.1.3”. Il codice “C.4” indica, infine, se l’intestatario del libretto è anche il proprietario della vettura. Il secondo quadrante del libretto di circolazione potrebbe sembrare più complesso da interpretare, ma in realtà non è così. Accanto al codice “D.1” viene indicato il nome del costruttore, con “D.2” si specifica il tipo di modello attraverso un codice usato dalla casa costruttrice, mentre con la sigla “D.3” si identifica il nome dell’auto. Scorrendo si troverà poi la lettera “E” che indica il numero di telaio dell’auto, mentre “F.1” è la massa massima ammissibile a pieno carico, “F.2” la massa massima ammissibile a pieno carico in servizio e “F.3” la massa massima ammissibile dell’insieme costituito dal veicolo a pieno carico e dal rimorchio.

Le altre sigle del libretto di circolazione

Tra le altre sigle del libretto di circolazione dobbiamo poi evidenziare la lettera “I” che indica la data di immatricolazione dell’auto, mentre la lettera “J” indica la categoria del veicolo e “J.1” la destinazione d’uso. “J.2” riguarda invece il tipo di carrozzeria. Con la lettera “K” si indica il numero di omologazione del tipo, ossia del modello generale, mentre “L” indica il numero di assi. Il passo dell’auto è indicato accanto alla lettera “M”, mentre la lettera “P” riguarda i dati del motore.“P.1” indica la cilindrata, mentre qualora ci si chieda “Nel libretto di circolazione, dove trovo i kilowatt?”, basterà controllare quanto scritto accanto alla lettera “P.2”, che esprima proprio la potenza massima in kilowatt. “P.3” è il tipo di alimentazione,  mentre “P.4”, anche se non sempre presente, indica il regime di rotazione  e infine, “P.5” riporta il numero di identificazione del motore. Il codice “Q” viene invece usato solo per i motocicli e indica il rapporto esistente tra potenza e massa. Si può trovare anche la voce “R” dedicata al colore della carrozzeria. “S.1” riporta il numero di posti a sedere, conducente compreso; “S.2” è usato per gli autobus e indica il numero di posti in piedi. Le ultime voci sono dedicate alle emissioni, le prime sono quelle sonore indicate con la sigla “U”: “U.1” è il livello espresso in decibel a veicolo fermo, “U.2” è il regime di rotazione del motore rispetto a cui viene misurato il valore di “U.1”, mentre “U.3” è il rumore del veicolo in movimento.

La lettera “V” è dedicata alle emissioni dei gas di scarico: “V.3” per gli ossidi di azoto, “V.5” per il particolato nei motori diesel, “V.7” per il CO2, infine “V.8” riporta il consumo medio di carburante nei test su ciclo misto o combinato espresso in litri per 100 Km. Con “V.9” viene indicata, infine, la classe ambientale di omologazione CE come Euro 6, Euro 5, Euro 4 e, sempre in questo quadrante, viene riportata la direttiva europea che regola la suddetta omologazione, ad esempio 2003/76/CE-8 indica un veicolo Euro 4 con dispositivo antiparticolato.

Libretto di circolazione: come si legge il terzo e il quarto quadrante

Il terzo e il quarto quadrante del libretto di circolazione non sono caratterizzati da particolari sigle: qui sono indicate informazioni aggiuntive quali le dimensioni dell’auto, il rapporto potenza/tara, le misure permesse degli pneumatici, la classe di omologazione ambientale, i dati inerenti il consumo e la massa a vuoto senza conducente, liquidi e ruota di scorta.



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