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Bambini Seggiolini antiabbandono, firmato il decreto
08/10/2019

Dopo il parere del Consiglio di Stato, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha finalmente firmato il decreto sui seggiolini antiabbandono: il provvedimento, attualmente all’esame della Corte dei Conti, sarà pubblicato nelle prossime settimane sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore 15 giorni dopo (e non, come ipotizzato da altri nei giorni scorsi, 120 giorni dopo).

Obbligatori da novembre. Se tutto andrà come deve, nella prima decade di novembre (il giorno esatto si saprà solo quando la norma sarà pubblicata sulla Gazzetta), tutti coloro che trasporteranno bambini fino a 4 anni di età dovranno dotarsi di uno di questi dispositivi. Ammesso, evidentemente, che i produttori siano in grado di renderli disponibili sul mercato entro quella data. Il decreto ministeriale che ne disciplina le caratteristiche tecnico-costruttive, infatti, pur essendo noto nella sua architettura fin dallo scorso gennaio, ha assunto una veste definitiva solo lo scorso agosto, dopo il recepimento, da parte del dicastero di piazza di Porta Pia, delle osservazioni giunte dal competente ufficio della Ue in seguito alla pubblica consultazione a livello europeo.

L’incognita disponibilità. Insomma, il rischio è che l’obbligo di utilizzo entri in vigore, ma gli automobilisti non siano in condizione di rispettarlo. Per chi disattende la norma, lo ricordiamo, è prevista una sanzione di 81 euro, che scendono a 56,70 euro con lo sconto per chi paga entro cinque giorni, e la perdita di cinque punti dalla patente (ma alla seconda violazione in un biennio non è più possibile pagare con lo sconto e si aggiunge la sospensione della patente per un periodo compreso tra 15 giorni e due mesi). Nelle prossime settimane, si vedrà se il ministero dell’Interno riterrà di intervenire nuovamente per sospendere l’applicazione delle sanzioni (nella circolare del 3 luglio scorso, si stabiliva infatti che "nelle more dell’adozione del decreto ministeriale, la violazione dell’obbligo non può essere oggetto di sanzione da parte degli organi accertatori"). Peraltro lo stesso Consiglio di Stato, nel parere del 27 settembre scorso, ha invitato il legislatore a modificare il termine "tenendo conto del tempo necessario ai produttori per concepire e realizzare, ai distributori per commercializzare e agli utenti per acquistare i dispositivi ? ?in questione".

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