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Magazine
35 anni di trazione integrale 4MATIC
All’IAA del 1985, Mercedes-Benz presenta i sistemi di assistenza ASD, ASR e 4MATIC. Il guidatore è supportato attivamente, in modo particolare con condizioni stradali difficili. L’ASR e l’ABS pongono le basi per l’Electronic Stability Program (ESP®) Nel settembre del 1985, in occasione del Salone Internazionale dell’Automobile (IAA) di Francoforte, Mercedes-Benz presenta il sistema di trazione integrale 4MATIC. Un’importante innovazione che si completa attraverso il differenziale autobloccante (ASD) e il sistema antislittamento (ASR), che veniva presentata 35 anni fa come ulteriore novità assoluta. Nel comunicato stampa diffuso durante il Salone si legge: “Oggi, i più moderni sistemi meccanici ed idraulici, abbinati ad un’elettronica intelligente, aprono prospettive che vanno ben oltre gli ausili alla trazione di tipo convenzionale utilizzati normalmente fino ad ora. Il differenziale autobloccante (ASD), il sistema antislittamento (ASR) e la trazione 4MATIC sono il risultato e la sostanza del concept Mercedes-Benz per la dinamica di marcia – un insieme integrato di soluzioni che stabiliscono nuovi punti di riferimento nel rapporto tra uomo e macchina.” ASD, ASR e 4MATIC si inseriscono in una lunga tradizione di sistemi di assistenza elettronici Mercedes-Benz, che inizia nel 1978 con la versione di serie del sistema antibloccaggio (ABS), e che ancora oggi viene costantemente arricchita di nuovi componenti. Il differenziale autobloccante (ASD) opera a comando elettroidraulico. Funge da ausilio alla partenza e, fino a una velocità di 25 km/h, blocca anche fino al 100% il differenziale in caso di slittamento delle ruote, per ottenere una maggiore capacità di trazione. A tal fine una centralina rileva la velocità delle ruote motrici. Nel corso degli anni ‘90, il dispositivo viene sostituito da un sistema antislittamento evoluto, che in una prima fase era offerto parallelamente. Il sistema antislittamento (ASR) contrasta lo slittamento e lo scivolamento laterale di una ruota motrice, regolando il gioco delle forze longitudinali tra pneumatico ed fondo stradale. A tale scopo l’ASR agisce sia sul freno sia sulla coppia motore. In questo modo il sistema stabilizza la vettura in fase di spunto su fondi stradali che offrono poco grip, come ghiaccio, neve, acciottolato bagnato e pietrisco. Utilizzando le catene da neve, fino a una velocità di 60 km/h un apposito interruttore consente di limitare lo slittamento. Il software messo a disposizione dal reparto sviluppo Sistemi elettrici / elettronici del Gruppo limita mediante un bloccaggio a dischi nel differenziale il movimento di compensazione dell’altra ruota. Il sistema poteva essere ordinato già nell’autunno 1985, in un primo momento esclusivamente per i nuovi modelli a otto cilindri della Classe S (serie 126). Il sovrapprezzo è inizialmente di 2.850 DM. In seguito, l’ASR sarà disponibile anche per i modelli a sei cilindri della serie 126, nonché per singoli modelli della Classe E (serie 124) e della Classe SL (serie R 107). Oltre all’ABS, i cui sensori vengono utilizzati anche dai nuovi sistemi, l’ASR è un modulo dell’Electronic Stability Program ESP® che, presentato nel 1995, fa parte della dotazione di serie di tutte le gamme di autovetture Mercedes-Benz a partire dal 1999.

19/11/2020
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TOSCANA IN ZONA ROSSA: LE REGOLE E COSA CAMBIA
IN VIGORE DAL 15 NOVEMBRE 2020Con l’entrata in ZONA ROSSA in Toscana è vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute con AUTOCERTIFICAZIONE.I ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario.Restano aperte edicole, tabaccherie, alimentari, farmacie e parafarmacie.Fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove quindi il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati.Possiamo utilizzare la bicicletta per andare a lavoro o a fare la spesa. Si può fare attività motoria vicino casa o attività sportiva all’interno del territorio comunale.Sono sospese le attività commerciali al dettaglio ad eccezione di:Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)Commercio al dettaglio di prodotti surgelatiCommercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomesticiCommercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazioneCommercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di articoli igienico-sanitariCommercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l'agricoltura e per il giardinaggioCommercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di libri in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di giornali, riviste e periodiciCommercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficioCommercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonatiCommercio al dettaglio di biancheria personaleCommercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzatiCommercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessoriCommercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzantiCommercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzatiCommercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografiaCommercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamentoCommercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affiniCommercio al dettaglio di articoli funerari e cimiterialiCommercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonatiCommercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefonoCommercio effettuato per mezzo di distributori automaticiSospese anche le attività per i servizi alla persona ad eccezione di:Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pellicciaAttività delle lavanderie industriali - Altre lavanderie, tintorieServizi di pompe funebri e attività connesseServizi dei saloni di barbiere e parrucchiere

16/11/2020
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Presentata la nuova Volkswagen Golf R
Si alza il sipario sulla nuova Volkswagen Golf R, una macchina in grado di emozionare ‘a prima vista’. Le caratteristiche.La Volkswagen presenta, in streaming a causa dell’emergenza coronavirus, la nuova e attesissima Golf R.Volkswagen Golf R, le caratteristicheSì signori, le aspettative vengono confermate dai dati e dai numeri delle nuova arrivata in casa Volkswagen. Parliamo di una macchina da 320 Cv in grado di fare da 0 a 100 chilometri orari in 4,7 secondi. La velocità massima si attesta intorno ai 250 chilometri orari. Ma non solo. I tedeschi quando fanno le cose le fanno bene, quasi sempre almeno. E così anche la tenuta della Golf R è entusiasmante, a suo modo emozionante. La macchina tiene le curve con una facilità e una naturalezza inaspettata.Gli esterniPer quanto riguarda l’estetica la nuova Golf R ha un aspetto decisamente sportivo, con le sue luci led, le prese d’aria, lo spoiler anteriore. È una macchina ammiccante, tentatrice a suo modo. A prima vista ti entra in testa, se non direttamente nel cuore.Sport e tecnologiaNon deludono neanche gli interni, che anzi regalano piacevoli sorprese. Gli spazi interni girano intorno a due parole chiave: sportività e tecnologia. Troviamo uno schermo da 10 pollici, Digital Cockpit Pro, linee accattivanti e un sistema di informazioni ideate per rendere la guida quanto più personale possibile.Nuova Golf R, data di rilascio e prezziLa buona notizia è che per l’Italia abbiamo già la data di rilascio, il 21 gennaio 2021. Sì, l’attesa è quasi finita per chi vuole mettersi al volante della Golf R. La cattiva notizia è che per farsi i conti in tasca si dovrà ancora attendere, in quanto non sono ancora stati comunicati i prezzi.

05/11/2020
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Scatta l’obbligo delle gomme invernali
In Italia i pnuematici invernali ( o le catene a bordo)  sono obbligatori dal 15 novembre al 15 aprile di ogni anno. Si ha poi tempo un mese per cambiare gli pneumatici invernali con quelli estivi, cioè fino al 15 maggio. Le regioni nelle quali il clima si caratterizza per una maggiore rigidità e le zone di montagna, possono usufruire di deroghe speciali, che permettono di anticipare il periodo di entrata in vigore. Giunti al 15 di aprile, non esistono regole che impongono di sostituire gli pneumatici invernali con un set di gomme estive. Ciò se i primi presentano un indice di velocità almeno uguale a quello segnalato sulla carta di circolazione del veicolo. Nel caso di indice di velocità inferiore, dal giorno successivo alla scadenza il guidatore è tenuto alla sostituzione entro un mese per procedere. Inverno in SicurezzaScegliere di montare quattro pneumatici invernali diventa non soltanto una scelta virtuosa in termini di sicurezza stradale ma, secondo uno studio effettuato dal Politecnico di Torino, l’impiego di pneumatici idonei alla stagione di riferimento può risultare la soluzione più conveniente sia in termini di consumi, sia di maggiore e più accurata manutenzione tenuto conto che tutto il sistema ruota risulta costantemente esposto a rischi di danneggiamento. Le gomme termiche presentano un battistrada dotato di una mescola specifica che, unita a delle piccole lamelle, si riscalda più velocemente con garantendo così una migliore aderenza in presenza di asfalto freddo. quando le condizioni dell’asfalto richiedono maggior prudenza al volante e la temperatura scende sotto i 7 gradi dotare il veicolo di pneumatici invernali correttamente gonfiati significa diminuire lo spazio di frenata fino al 15% su fondo bagnato e fino al 50% in presenza di neve al suolo.Come si riconoscono i pneumatici invernali?I pneumatici invernali si riconoscono visivamente grazie al disegno del battistrada caratterizzato generalmente da fitte lamelle che permettono una migliore aderenza al suolo. Sono identificati dalla marcatura M+S presente sul fianco del pneumatico (o M.S o M&S a discrezione del costruttore) e dall’eventuale ulteriore pittogramma alpino: una montagna a tre picchi con un fiocco di neve al suo interno, che attesta il superamento di uno specifico test di omologazione su neve. Quest’ultimo marcaggio è da considerarsi preferibile in quanto definisce pneumatici invernali con elevate prestazioni su neve. Per quanto riguarda gli  “All season”, “4 stagioni”, “all weather”, “multipurpose”, “multiseason”, è necessario ricordare che sono tutte definizioni commerciali a cui ciascun Costruttore attribuisce contenuti tecnici specifici. Per la legge, se i pneumatici hanno la marcatura M+S consentono la circolazione durante la stagione invernale. Si raccomanda sempre di montare 4 pneumatici invernali, e non solo due sull’asse di trazione, per avere comportamenti omogenei sugli assi e mantenere stabilità in curva e frenata e, ovviamente  che essi siano omologati (l’omologazione è indicata sul fianco dal marchio “E” seguito da un numero che identifica il Paese che ha rilasciato l’omologazione e da un numero seriale).Ogni quanto fare il cambio gommeLa durata delle gomme auto è influenzata per lo più da 2 fattori: le condizioni di utilizzo e l’immagazzinamento prima dell’acquisto. Le condizioni di utilizzo comprendono le modalità di carico dell’auto, il mantenimento della corretta pressione delle ruote, la velocità media cui si viaggia, il tipo di strade percorse, la frequenza di urti subiti e l’esposizione ambientale. Non si può stabilire a priori ogni quanto cambiare le gomme. Il consiglio è quello di effettuare un controllo una volta all’anno, superati i cinque anni di possesso. Di certo il limite d’usura è previsto ai 10 anni di utilizzo. In linea di massima, chi utilizza molto l’auto, dovrebbe sostituire gli pneumatici una volta compiuto un tragitto compreso tra 20.000 e 40.000 km.Durata degli pneumatici prima del cambio gommeLa durata media degli pneumatici invernali e di quelli estivi è compresa tra i 5 e i 10 anni. In ogni caso, i pneumatici invernali vanno sostituiti quando lo spessore del battistrada è inferiore a 1,6 mm o quando lo pneumatico presenta fori, tagli, deformazioni o ancora zone particolarmente usurate. I pneumatici 4 stagioni - scelti da conducenti che non intendono cambiare i pneumatici a seconda della stagione - hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a quelli stagionali, usurandosi più velocemente nel periodo estivo. Usura pneumatici: ecco cosa controllare prima del cambio gommeLa prima cosa da fare è osservare il battistrada, ovvero la zona del pneumatico a diretto contatto con l’asfalto. La norma europea ha stabilito che il cambio gomme auto deve avvenire quando la scolpitura del battistrada ha raggiunto una profondità di 1,6 mm. Per controllare l’usura si utilizza solitamente un tassello in gomma, profondo 1,6 mm, posto sul battistrada: quando quest’ultimo raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere sostituito. L’indicatore di usura è facilmente individuabile osservando il fianco del battistrada: esso può essere reperito in linea con il codice TWI, un triangolo o il logo del marchio. Alcuni produttori hanno previsto sugli pneumatici anche indicatori intermedi, raggiunti i quali le gomme non garantiscono più le prestazioni ottimali. Per controllare l’usura del pneumatico si può usare anche il calibro di profondità, uno strumento efficace e reperibile in tutti gli autoricambi, che misura con esattezza la profondità delle scanalature del battistrada in più punti.Quali sanzioni sono previste se non si fa il cambio gomme invernali?Chi, nel periodo e nelle zone in cui è obbligatorio l’utilizzo di gomme da neve, dovesse circolare senza, è punibile con una sanzione pecuniaria, di ammontare diverso a seconda del tipo di strada percorsa. Le sanzioni scattano 30 giorni dopo l’entrata in vigore dell’obbligo.  Oltre a multe di ammontare maggiore può scattare anche il ritiro del libretto.Cambio gomme: quanto costa?Il cambio gomme stagionale implica tre voci di costo:1. l’acquisto delle gomme;2. il montaggio;3. la custodia delle gomme. Il prezzo del montaggio varia da città a città: da 30 euro fino a 70/80 euro. Infine, per la custodia la media si aggira intorno ai 40 euro .Come risparmiare nel cambio gomme?Ecco 4 consigli per risparmiare al momento del cambio gomme: - Se si possiede un’auto piccola e si percorrono pochi chilometri, è conveniente ricorrere agli pneumatici quattro stagioni. - Se si ha spazio (un garage o una cantina vanno più che bene), è possibile custodire autonomamente gli pneumatici e risparmiare 40 euro al mese. I veicoli di nuova generazione prodotti da fine 2014, sono obbligatoriamente dotati di TPMS, dispositivi che segnalano con apposita spia sul cruscotto l’eventuale perdita di pressione dei pneumatici. Un soggetto non qualificato, in fase di montaggio o smontaggio, può inavvertitamente rompere e/o compromettere irrimediabilmente la funzionalità  di tali sensori, con conseguenti costi di ripristino elevati.  Un rivenditore specialista inoltre ha anche la competenza necessaria per consigliare il miglior prodotto in funzione delle esigenze di ciascun automobilista nel rispetto delle norme di legge e con le caratteristiche riportate nella carta di circolazione dell’auto, oltre a verificare la corretta pressione di gonfiaggio, segnalata dal Costruttore sul libretto di uso e manutenzione del veicolo.

26/10/2020
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Mercedes GLE domina nei test Euro NCAP per la guida semi-autonoma
Mercdes GLE ha vinto il test con un punteggio massimo di 174 punti (87% del punteggio totale) contro nove concorrenti di vari segmenti Mercedes-Benz ha vinto il test Euro NCAP per i sistemi di assistenza per la guida semi-autonoma (SAE Level 2) con una valutazione "very good". Il marchio con la Stella, rappresentato da GLE SUV con pacchetto di assistenza alla guida e il pacchetto di assistenza alla guida Plus, ha vinto il test con un punteggio massimo di 174 punti (87% del punteggio totale) contro nove concorrenti di vari segmenti, tra cui altre due vetture del segmento premium.Il pacchetto di assistenza alla guida di GLE ha diverse funzioni che consentono la guida semi-automatica, offrendo assistenza in numerose situazioni di guida quotidiane. Sistemi all'avanguardia che avvisano il conducente in caso di rischio imminente di collisione e intervengono, ad esempio, attraverso una frenata di emergenza autonoma per ridurre la gravità di possibili impatti o addirittura evitarle del tutto. Euro NCAP elogia in particolare il fatto che si tratta di sistemi cooperativi che sostengono piuttosto che sostituire il conducente. Ad esempio, l’Active Steering Assist può supportare il conducente nella stezata in curva fino a 130 km/h, anche quando le linee della segnaletica stradale non sono chiare (ad esempio nei cantieri) o persino assenti. Pertanto, il sistema può efficacemente alleggerire l’impegno del guidatore soprattutto nel traffico stop-and-go e congestionato. Il sistema si può comunque disinserire in qualsiasi momento e assumere il totale controllo della vettura. La transizione intuitiva e armoniosa tra il supporto del sistema e la guida non supportata fa parte del carattere cooperativo del pacchetto di assistenza alla guida Mercedes-Benz. Per questo motivo, Mercedes-Benz GLE ha ricevuto il primo posto nella valutazione "Driver Engagement". È stato sottolineato che Mercedes-Benz non ha indicato come autonomi i sistemi di GLE, ma li ha chiaramente come sistemi di assistenza. Priorità bassa: con i sistemi di guida parzialmente automatizzati, il conducente svolge un ruolo attivo e mantiene il cointrollo della guida in ogni momento. In Mercedes-Benz, i sistemi sono quindi progettati in modo cooperativo in modo che sia stabilito sempre il miglior collegamento con chi è alla guida. In questo modo il Marchio offre ai propri clienti sicurezza, comfort e assistenza alla guida. Anche nella valutazione "Vehicle Assistance and Safety Backup", incentrata sulle prestazioni tecniche dei sistemi, la Mercedes-Benz GLE si è posizionata tra le migliori nella prova.

06/10/2020
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Mercedes-Benz Certified. Guidi Car e il nuovo centro per l'usato a Viareggio.
Nel 2019, a otto anni di distanza dalla nascita del programma FirstHand, sfruttando gli oltre 30 di esperienza sul mercato, la Mercedes-Benz dà vita a Certified, che segna uno stacco netto con il passato e punta a elevare ulteriormente gli standard di qualità, oltre che a porsi come nuovo punto di riferimento dell'usato premium. Tre brand e più controlli. La prima importante novità è la suddivisione in tre brand: a Mercedes e Smart si aggiunge AMG, con un'offerta interamente dedicata alle vetture ad alte prestazioni della Stella. Il numero dei controlli è salito: sono 150 in tutto e interessano la carrozzeria, le luci, gli interni, la telematica, l'elettronica, la sicurezza e  la meccanica. Un punto di forza di questo processo riguarda i sistemi di connettività e infotainment, come l'Mbux: da un lato c'è la verifica dell'efficienza, che consente, anche a chi acquista un usato, di avere una vettura tecnologicamente al top, dall'altro viene posta particolare attenzione al tema della privacy. Nel rispetto del regolamento generale (Gdpr), il ripristino dei sistemi alle impostazioni di fabbrica e la disconnessione da Mercedes Me tutelano i dati personali degli ex proprietari da qualsiasi accesso indesiderato (per le Smart, però, questo punto non è applicabile: nonostante su alcune versioni sia disponibile il Coll&Media con e-Sim, non c'è ancora la possibilità d'interagire con la vettura da remoto). Al termine, in base all'età e alle condizioni della vettura, viene rilasciata una garanzia da 12 a 48 mesi, all'interno della quale è compresa l'assistenza stradale Mobilo (per le Smart c'è Road assistance).Nuove proposte e figure professionali. Grazie alla collaborazione con il gruppo Merfina, aumentano le proposte finanziarie: al tradizionale finanziamento e al leasing, si aggiunge la formula del noleggio a lungo termine. Inoltre, si ampliano la rete di vendita e di assistenza, con la creazione d'inedite figure professionali dedicate all'usato: il responsabile, il consulente di vendita, il trade-in expert e il digital & media expert. Lo scopo è quello di mettere a disposizione del cliente personale specializzato che lo segua, passo passo, nell'acquisto. Un sito tutto nuovo. Al fine di agevolare la ricerca di un usato Certified, sono state realizzate delle vere e proprie vetrine digitali, sui rispettivi siti (https://mercedes-benz-certified.it e https://smartcertified.it). Ora le car line sono immediatamente visibili nella parte alta della pagina, dalla quale è possibile avviare una ricerca per parametri: oltre a età, modello e chilometraggio, si può anche impostare il periodo di garanzia. La rappresentazione delle vetture, inoltre, è tridimensionale, come già avviene per il configuratore dei modelli nuovi, e tra le funzionalità inedite spiccano i feedback degli utenti e la visualizzazione delle foto a 360°. Infine, tra le informazioni utili all'interno di ogni scheda, c'è un prospetto di finanziamento con tanto di anticipo, Tan e Taeg, importo e numero delle rate e costo delle spese accessorie.Guidi Car dopo il Lockdown per il Covid-19, non si ferma e apre il Nuovo centro per l'usato Mercedes-benz Certified a Viareggio, all'uscita dell'autostrada.Con oltre 100 vetture tra usate e nuove Mercedes, vieni a scoprirlo.Tel 0584 181878 www.guidicar.itinfoweb@guidigruppo.it

21/09/2020
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Mercedes-Benz GLC Collaudi in corso per la nuova generazione
La Mercedes-Benz è uscita allo scoperto con i prototipi della nuova generazione della GLC. Considerando la carriera del modello attuale, fresco di restyling, è probabile che il debutto arriverà non prima nel 2022, anche se, per il momento, non sono state rilasciate informazioni ufficiali in merito. Il design si evolve. Le immagini della vettura, ancora coperta da numerose camuffature, mettono da subito in risalto alcuni elementi che consentono di distinguerla rispetto al modello attualmente in commercio. Apparemente più lunga e con uno sbalzo posteriore più accentuato, la nuova GLC si fa notare per il taglio più aggressivo dei gruppi ottici anteriori (che non sono ancora quelli definitivi) e per la posizione più bassa di tutto il frontale. Anche la linea del tetto appare più slanciata, complice lo spostamento delle maniglie rispetto alla linea di cintura. Risulta invece nascosto il montante posteriore: al momento non si può dunque capire se verrà riproposto l'attuale vetro fisso di forma triangolare. Anche i fari posteriori non sono quelli definitivi, ma l'incavo che si intravede nella pellicola fa pensare a forme molto diverse rispetto a quelle odierne. Per quanto concerne gli interni, c'è spazio solo per alcune supposizioni: potrebbero infatti adottare lo schermo centrale verticale che ha debuttato di recente sulla Classe S.  Ibride per necessità. Per capire quali saranno le proposte tecniche servirà attendere gli sviluppi della sorella Classe C, che dovrebbe debuttare entro breve tempo con una variante aggiornata della piattaforma Mra. Con ogni probabilità, comunque, gran parte delle motorizzazioni sarà offerta nelle versioni ibride mild e plug-in. Inoltre, ci sarà spazio anche per le sportive AMG, che a loro volta dovrebbero contare sull'EQ Boost. Infine, notevoli passi avanti dovrebbero essere compiuti sul fronte dell'assistenza alla guida.

21/09/2020
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Kia. Svelati gli sketch delle nuove elettriche
La Kia ha delineato ulteriormente la propria strategia per l’elettrico mostrando un piccolo assaggio di alcuni dei modelli che verranno lanciati nei prossimi anni: saranno sette, quelli ''nativi'', entro il 2027, con il primo progetto sviluppato da zero – nome in codice CV - al lancio nel 2021. Nella gamma sono incluse, come ampiamente prevedibile e come si evince dal bozzetto, diverse Suv e crossover. Gli obiettivi. La presentazione può essere considerata una sorta di ''sequel'' del Plan S annunciato a gennaio, un piano a medio-lungo termine dedicato ai veicoli alimentati esclusivamente a batteria e alle soluzioni di mobilità, attraverso il quale la Kia ha già fissato obiettivi precisi: per esempio, quello di offrire 11 modelli elettrici entro il 2025. Ampliando l’orizzonte, poi, la Casa intravede, entro il 2029, un quarto delle vendite globali realizzato con la gamma a emissioni zero. Il punto di partenza sono le oltre 100 mila elettriche consegnate ad oggi in tutto il mondo a partire dal 2011, ovvero da quando è stata lanciata la Kia Ray EV, variante a elettroni di una piccola monovolume destinata al mercato coreano, che rappresenta la prima elettrica di produzione della Casa. Una base fatta apposta. I nuovi arrivi saranno invece auto progettate sin da subito per essere alimentate solo a batteria, costruite sulla base della piattaforma E-GMP, il nuovo pianale modulare della Casa per le elettriche, che andranno a ricoprire un ruolo centrale nell’attività della Casa e, perciò, anche a ridefinirne i canoni del design. Con queste vetture, la Kia si appresta a avviare un nuovo corso stilistico fortemente caratterizzato dalla filosofia e dal linguaggio, oltre che dalle soluzioni progettuali, della tecnologia a emissioni zero. Ma alle viste c’è anche un potenziamento degli addetti, delle basi lavorative e della formazione  in funzione dell’elettrico. Altri fronti. La Kia, infine, svilupperà un’offerta di servizi di mobilità dedicati. Il costruttore sta definendo programmi di abbonamento che consentiranno ai clienti di guidare auto diverse con un’unica sottoscrizione, formule di leasing e noleggio per le batterie e attività di business legate al ripristino degli accumulatori.

21/09/2020
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Mercedes-Benz SL. Al via i test su strada della nuova generazione
La Mercedes-Benz ha svelato le prime immagini dei prototipi della nuova generazione della SL. L'iconico modello della Casa tedesca, sul mercato dal 2012, è da tempo in attesa di una erede e il progetto è stato affidato alla AMG, che ha già sviluppato la GT e le sue derivate. Il parallelismo tra la SL e la versione roadster della GT viene naturale, ma ad Affalterbach appare chiara l'intenzione di puntare su target ben distinti. Ritorna la capote di tela. Nelle immagini possiamo osservare i muletti della sportiva, che è ormai giunta alla fase dei collaudi su strada: la data di debutto non è stata ancora annunciata, ma con ogni probabilità si dovrà attendere l'estate del 2021 per vedere la SL nelle concessionarie. A una prima impressione, comunque, la vettura sembra aver acquisito i più recenti stilemi del marchio, come dimostra il taglio sottile dei gruppi ottici posteriori e quello invece aggressivo, nonché inclinato verso la grande mascherina, di quelli anteriori. Le dimensioni non sembrano essere cresciute rispetto al passato, anzi: la vettura appare più compatta e muscolosa, mentre le accentuate appendici aerodinamiche visibili sotto le pellicole potrebbero non essere quelle definitive. I muletti sfoggiano inoltre un tetto di tela che costituirebbe un ritorno al passato, seguendo la scelta fatta in precedenza per la GT. Quanto a motori, vige ancora il massimo riserbo, anche se ci sono delle unità a sei e otto cilindri a benzina elettrificate, già presenti in gamma, che potrebbero soddisfare le necessità dei tecnici. Ritorno alla sportività di un tempo. La SL, di fatto, potrebbe rappresentare una versione addomesticata e più lussuosa della GT, seguendo comunque l'impostazione premium che da sempre la contraddistingue. Tuttavia, la Casa pare intenzionata a focalizzarsi maggiormente sul piano delle prestazioni e del dinamismo. Nel descrivere la vettura, infatti, la Mercedes ha fatto riferimento alla storia della SL e alle sue radici richiamando i modelli da corsa degli anni 50, segno che l'impostazione più sportiva sarà uno degli elementi cardine della nuova generazione.

21/09/2020
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Mercedes E 300 de Al volante della diesel ibrida plug-in
La Stella sul cofano, se vuoi, è sempre lì: basta scegliere l’allestimento Exclusive. E ci mancherebbe, visto che in 74 anni di onorata carriera (e più di 14 milioni di esemplari venduti) la Mercedes Classe E ha contribuito a rendere grande la Casa di Stoccarda nel mondo. Tornando all’oggi: se pensate che sia solamente una questione di design vi sbagliate di grosso. Perché, oltre a muso e coda ridisegnati secondo i dettami del Wagener-pensiero, il restyling della Mercedes Classe E (ve l’abbiamo già raccontato in occasione dello scorso salone virtuale di Ginevra) porta in dote un gran numero di novità. Ora è arrivato il momento di guidare: per questo primo contatto ho scelto la E 300 de Eq Power, ibrida plug-in a gasolio, con prezzi a partire da 66.860 euro. Gasolio alla spina. A dire il vero questo powertrain non è una premiére assoluta, ma promette di far vivere al turbodiesel in quanto tale una seconda giovinezza. Innanzitutto, mette sul piatto 316 cavalli di sistema: 194 arrivano dal due litri a gasolio, i restanti 122 dall’elettrico. Che prende energia da una batteria agli ioni di litio da 13,5 kWh, per guidare per circa 50 km a emissioni zero. Togliamoci subito il dente della ricarica, che si completa in 90 minuti alla wallbox e in cinque ore alla presa domestica: se volete provare a raggiungere gli oltre 62 km/l dichiarati da Mercedes, quindi, dovrete sfruttare ogni minima possibilità di attaccare la E alla spina. In caso contrario, come per tutte le plug-in, il gioco non vale la candela.Il confort regna. Su strada, la EQ-Power sembra una semplice Classe E a gasolio. Poi, con lo scorrere dei km, si comincia ad apprezzare l’apporto del motore elettrico, che entra in gioco spesso aiutando (in quale misura dipende dall’energia stoccata nell’accumulatore) il termico. Purtroppo, non ho potuto verificare l’autonomia a zero emissioni, poiché l’auto mi è stata consegnata con la batteria scarica. In ogni caso, affondando il pedale del gas, i 316 cavalli si sentono tutti: trarsi d’impaccio non è mai un problema. Nonostante le dimensioni da berlina di rappresentanza, la E non dà l’impressione di essere particolarmente goffa nel guidato; ciò detto, il suo punto forte rimane senza dubbio il confort, sempre di gran livello. Sia l’assorbimento sia l’insonorizzazione, infatti, sono ben curati. Migliorabile, tuttavia, il feeling del pedale del freno: modulare lo sforzo non è sempre facile. Peccato poi che la batteria porti via un bel po’ di spazio al vano bagagli: la berlina passa da 540 a 370 litri (la wagon scende da 640 a 480). Nuovi angeli custodi. Infine, un cenno ai dispositivi di sicurezza: Il nuovo volante capacitivo consente agli Adas di capire più in fretta se il guidatore ha le mani appoggiate sulla corona e, di conseguenza, il pieno controllo dell’auto. Se lo sterzo rimane libero per un certo periodo di tempo si attivano diverse segnalazioni: qualora il conducente non dovesse ancora riprendere in mano il volante, viene attivato il sistema di arresto di emergenza. Volendo, la Classe E può adeguare in modo automatico la velocità ai limiti presenti sul percorso, così come l’andatura alle informazioni provenienti dal servizio Livetraffic: in questo modo, il regolatore attivo di velocità può cominciare a frenare (prima del guidatore) in prossimità di un ingorgo, magari nascosto in galleria o dietro una curva.

21/09/2020
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Volvo. Una crossover elettrica tra le novità del 2021
L’ambizioso obiettivo di vendere per il 50% auto elettriche e per l’altra metà vetture ibride entro il 2025 sta spingendo la Volvo non solo a introdurre varianti a batteria dei propri modelli esistenti, ma anche ad ampliare la gamma attuale. Il lancio della XC40 P8 AWD Recharge, infatti, darà il la ad altri nuovi arrivi, tra i quali spicca una crossover a emissioni zero dal taglio sportivo accreditata col nome di C40 e attesa per la seconda metà dell’anno prossimo. Cambia la ‘’regina’’. Il nuovo modello sarà caratterizzato da una linea del padiglione più sfuggente rispetto alle classiche sport utility svedesi e, stando alle indiscrezioni, potrebbe essere declinato anche in una variante dotata di motore endotermico, affiancata a quella full electric. Una completa elettrificazione pare scritta anche nel destino della XC90, pronta a rinnovarsi nel 2022 e, allo stesso tempo, a perdere lo scettro di ammiraglia a ruote alte della Casa svedese. Nel 2023, infatti, la Volvo inizierà a produrre la XC100, rivale designata delle varie Mercedes GLS e BMW X7, costruita sulla nuova generazione della piattaforma modulare SPA (SPA2). La XC100 dovrebbe essere proposta in due configurazioni, a sette o sei posti. Le altre. Nel frattempo, anche il resto della gamma sarà in evoluzione. La berlina S60 riceverà il mild hybrid di serie con il restyling previsto tra un paio d’anni, e lo stesso trattamento verrà riservato alla variante familiare, la wagon V60. Dell'S90 e della V90, invece, l’aggiornamento di metà carriera è già stato svelato e ha introdotto l’ibrido leggero su tutte le motorizzazioni assieme a piccoli ritocchi di stile. Tornando alle Suv, un restyling della XC40 è programmato nella prima metà del 2022, mentre la XC60 rinfrescherà stile e contenuti ben prima, nella seconda metà del 2021.

21/09/2020
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Volvo XC60 La prova della B4 AWD Geartronic Business Plus
La nuova sigla B4 è un altro piccolo passo verso l’elettrificazione completa dei modelli Volvo, con la B che assume un significato tutto particolare. Questa XC60, infatti, è una mild hybrid a 48 Volt, nella quale una componente elettrica di una certa potenza (circa 14 CV) contribuisce alla riduzione dei consumi. Questo tipo di elettrificazione fa parte di un progetto che porterà la Casa ad avere solo modelli ibridi, plug-in e anche completamente elettrici: lo scorso ottobre è stata presentata anche la XC40 Recharge, prima BEV svedese. B come Brake. In questo caso la B sta per Battery, mentre quella della XC60 sta per Brake: infatti, è attraverso le frenate e i rallentamenti che la Suv media (4 metri e 67 di lunghezza) recupera energia. Un intervento relativamente semplice sulla meccanica del motore a gasolio. Semplice perché non richiede di riprogettare l'intero powertrain, anche se dev’essere rivista tutta la parte di generazione dell'energia e quella di avviamento del motore. Questo senza dimenticare la necessità di trovare lo spazio per una batteria aggiuntiva, che in questo caso si trova accanto al ruotino di scorta, nel doppiofondo del bagagliaio: è agli ioni di litio, ha una capacità di 0,44 kWh (10 Ah a 48 Volt) e incamera energia quando l’auto avanza per forza d'inerzia o frena. Una volta carica, lo stesso generatore, che ha preso il posto del motorino d'avviamento, utilizza l'energia recuperata per alleggerire il lavoro del diesel. Consumi ridotti. Un sistema di questo genere non fa miracoli, ma è in grado di abbassare il consumo dal 3% al 6% (dipende dal tipo di percorso) e, soprattutto, permette di ottenere l'omologazione dell'auto come ibrida, con tutti i vantaggi che ne conseguono. La potenza dei due motori messi insieme è di 211 CV (197 dal termico, 14 dall'elettrico), non molti in rapporto alla massa, visto che la Suv svedese non è un peso piuma. Il Centro prove ha certificato una percorrenza media di 13,5 km/litro. Non male, in rapporto alle prestazioni vivaci. Gli interni. Per chi non conoscesse la XC60, vanno certamente ricordate le mitiche poltrone e in generale la comodità del posto guida: non si tratta di sedili morbidi dove si sprofonda, sono anzi piuttosto consistenti, ma hanno forme e dimensioni che si adattano come un guanto a tutte le corporature, con un valido sostegno laterale, non costrittivo. Gli appoggiatesta sono integrati e piuttosto vicini al capo, come vogliono le migliori pratiche costruttive per limitare le sollecitazioni al collo in caso di tamponamento. Gli svedesi sono così fieri di questa tradizione che hanno decorato i sedili con la loro bandiera nazionale. L'avviamento è silenzioso e senza scosse, grazie all'impiego dell'unità elettrica a 48 Volt, e l'andatura costante e del tutto confortevole. Su un'auto come questa si ha subito l'impressione di poter percorrere molte centinaia di chilometri senza affaticarsi. Il serbatoio da ben 71 litri, poi, consente di evitare frequenti soste al distributore: l'autonomia autostradale sfiora i 1.000 km. ll cambio, rivisto nella parte meccanica e nella gestione della coppia, è comandato da una levetta monostabile sul tunnel. Per mettere in Drive o inserire la retro, occorre tirare o spingere la cloche due volte: un accorgimento di sicurezza che consente di evitare inserimenti accidentali della marcia. In ogni caso, il passaggio fra gli otto rapporti, la prontezza e, in generale, la fluidità hanno guadagnato parecchio dall'elettrificazione e da questo aggiornamento, risolvendo quello che, secondo noi, era anche l'unico vero difetto della serie precedente. Il sistema Sensus. La parte centrale della plancia è dominata dall’infotelematica “Sensus” che Volvo già applica a tutti i suoi modelli, in varie versioni: la strada seguita è quella della massima integrazione dei comandi, all'interno di un tablet verticale. L'organizzazione è razionale, divisa su tre pagine che scorrono orizzontalmente, disegnate con cura rispettando l'ergonomia: le zone sensibili al tocco sono grandi e i caratteri ben visibili in bianco su fondo nero. Gli automatismi, come quello riguardante il climatizzatore, funzionano molto bene, tanto che spesso basta un'impostazione iniziale e poi non occorre più intervenire. Alcuni comandi, però, non sono immediati: per inserire il ricircolo dell'aria, per esempio, occorre toccare lo schermo due volte. Le risposte su strada. Buone notizie nei test del Centro prove, per quanto riguarda i freni: ci si ferma in meno di 40 metri da 100 km/h sull'asciutto, un miglioramento netto rispetto alle versioni non elettrificate della XC60. Gli spazi d'arresto restano invece ancora piuttosto elevati sui fondi ad aderenza differenziata. Le prestazioni dinamiche in termini di accelerazione sono migliorate, portando la B4 ad avvicinare di molto la precedente D5 da 235 cavalli (da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi contro gli 8 dell'altra versione). Un risultato apprezzabile, anche tenendo conto della massa non indifferente: 2.049 chilogrammi in condizioni di prova. In autostrada, infine, i sistemi avanzati di guida come il Pilot Assist sono una benedizione contro distrazioni e fatica: nei nostri test hanno dimostrato un tempismo negli interventi di livello superiore.

21/09/2020
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Guidi Car, oltre 50 anni: tutti in sorpasso meritano il titolo di Top Dealers Italia!
Dal 1969 al 2020 il Gruppo Guidi si è sempre più ingrandito tenendo sempre attaccata la freccia del sorpasso tanto da rappresentare oggi in Toscana e Liguria Audi, Kia, Mercedes-Benz, Mitsubishi, Smart, Volkswagen e Volvo. Un storia da raccontare e da premiare con Top Dealers Italia.

15/06/2020
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Rimozione coatta: cos’è e quando viene effettuata
La rimozione coatta o forzata viene segnalata da un apposito pannello integrativo ed è un provvedimento che si applica in diversi casi. Alcune infrazioni alle disposizioni del Codice della Strada ed in particolare alle regole di utilizzo ed occupazione della sede stradale prevedono, oltre ad una sanzione amministrativa, la rimozione coatta (ossia forzata) del veicolo. La rimozione coatta auto nel Codice della Strada L’articolo 159 del Codice della Strada (“rimozione e blocco dei veicoli”) disciplina la rimozione forzata ed elenca tutti i casi in cui l’autorità competente può attuare questo tipo di provvedimento. Nello specifico, gli organi di polizia possono procedere alla rimozione coatta nei seguenti casi: “nelle strade e nei tratti di esse in cui con ordinanza dell’ente proprietario della strada sia stabilito che la sosta dei veicoli costituisce grave intralcio o pericolo per la circolazione stradale e il segnale di divieto di sosta sia integrato dall’apposito pannello aggiuntivo“; quando, nelle strade urbane a senso unico di marcia, il veicolo fermato non lascia spazio libero di almeno tre metri o comunque sufficiente al transito di almeno una fila di veicoli (secondo quanto disposto dal comma 4 dell’articolo 157 del Codice della Strada); nelle aree in cui vige il divieto di sosta. In particolare, la rimozione coatta è prevista nei casi in cui il veicoli si trovi in sosta in prossimità dei passaggi a livello e sui binari ferroviari, nelle galleria, nelle sottovie, nei sottopassaggi, sui dossi, nelle curve, in corrispondenza delle zone di intersezione fuori dalle aree urbane, sulle strisce pedonali, sulle piste ciclabili, sui marciapiedi, nelle aree dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici, in seconda fila, allo sbocco di un passo carrabile, negli spazi riservati alla fermata dei mezzi pubblici, nelle aree riservate al mercato, sulle banchine, nelle corsie riservate al transito dei mezzi pubblici, nelle aree pedonali, davanti ai cassonetti dei rifiuti e negli altri frangenti previsti dai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 158 del Codice Stradale; “in tutti gli altri casi in cui la sosta sia vietata e costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione“. Gli organi di polizia sono autorizzati a procedere alla rimozione di un veicolo in sosta “ove per il loro stato o per altro fondato motivo si possa ritenere che siano stati abbandonati“.In tutti i casi sopra elencati, il provvedimento della rimozione – che costituisce una sanzione accessoria a quella pecuniaria – può essere sostituito dal blocco del veicolo. Gli organi competenti, anche dopo aver spostato il mezzo in modo tale che non costituisca un intralcio alla circolazione, possono provvedere al “blocco dello stesso con attrezzo a chiave applicato alle ruote, senza onere di custodia, le cui caratteristiche tecniche e modalità di applicazione saranno stabilite nel regolamento“. La zona di rimozione coatta Le zone in cui la sosta dei veicoli non solo è vietata ma prevede anche la rimozione forzata sono segnalate da una specifica segnaletica verticale. In particolare, al di sotto del segnale di divieto di sosta si trova un pannello integrativo di forma rettangolare a fondo bianco che raffigura un carroattrezzi stilizzato mentre solleva un’auto. La segnaletica può essere ulteriormente integrata da indicazioni più specifiche, come ad esempio “passo carrabile”, “lasciare libero il passaggio”, “zona rimozione” o “rimozione forzata”. Altre indicazioni possono riguardare i giorni e le fasce orarie in cui la violazione del divieto di sosta comporta anche la rimozione coatta del veicolo.Come recuperare il veicolo rimosso Detto dei casi in cui un veicolo in sosta può essere rimosso in maniera coatta dalle autorità e dagli organi preposti, vediamo cosa accade al mezzo dopo la rimozione. Secondo le disposizioni contenute nell’articolo 215 del Codice della Strada, “quando, ai sensi del presente codice, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della rimozione del veicolo, questa è operata dagli organi di polizia che accertano la violazione, i quali provvedono a che il veicolo, secondo le norme di cui al regolamento di esecuzione, sia trasportato e custodito in luoghi appositi“. Il veicolo rimosso viene restituito al proprietario dopo il rimborso, da parte di quest’ultimo, delle spese di intervento, rimozione e custodia. Il provvedimento di rimozione, così come quello di blocco, devono essere riportati nel verbale di contestazione dell’infrazione; il blocco viene rimosso su richiesta dell’avente diritto solo dopo che quest’ultimo ha provveduto a rimborsare le spese di intervento. Il proprietario del veicolo (o l’intestatario) hanno 180 giorni di tempo, a decorrere dalla notificazione del verbale di accertamento, per richiedere la rimozione del blocco o la restituzione del veicolo. Se, trascorso questo lasso di tempo, l’avente diritto non si è presentato presso l’ufficio o il comando dal quale dipende l’organo che ha effettuato la rimozione o il blocco del veicolo, questi può essere alienato o demolito. “Nell’ipotesi di alienazione” – si legge al comma 4 dell’articolo 215 del Codice Stradale – “il ricavato serve alla soddisfazione della sanzione pecuniaria se non versata, nonché delle spese di rimozione, di custodia e di blocco. L’eventuale residuo viene restituito all’avente diritto“. Ricorso rimozione forzata: come fare In caso di rimozione coatta del veicolo, è possibile presentare ricorso al Prefetto, secondo le modalità stabilite dall’articolo 203 del Codice della Strada. Il trasgressore, trascorsi sessanta giorni dalla notifica della violazione, qualora non abbia usufruito del pagamento in misura ridotta, può “proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore ovvero da inviarsi agli stessi con raccomandata con ricevuta di ritorno“. Al ricorso è possibile allegare tutta la documentazione ritenuta idonea; inoltre è possibile richiedere un’audizione personale. Quando l’interessato propone il ricorso direttamente al Prefetto (per mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno) questi è tenuto a trasmettere gli atti del ricorso al comando competente dell’organo che ha effettuato l’accertamento. Quando si presenta ricorso presso un ufficio o un comando appartenente all’organo accertatore, il personale incaricato ha sessanta giorni di tempo per trasmettere gli atti al prefetto (a decorrere dalla ricezione degli stessi); gli atti devono essere corredati dalle deduzioni tecniche prodotte dall’organo accertatore al fine di confutare o confermare il contenuto del ricorso. Se decorsi i termini per la presentazione del ricorso, il trasgressore non ha provveduto a pagare la sanzione, il verbale “costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento“.

19/05/2020
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La Mercedes batte (ancora) BMW e Audi
Anche nel 2019 la Stella si è confermata leader nelle vendite delle auto “premium” superando le rivali tedesche.ANCORA PRIMA - Ancora una volta la Mercedes-Benz si conferma leader  mondiale come produttore di auto di lusso,  battendo per il quarto anno consecutivo le  storiche rivali BMW e Audi. I dati riportati in queste ore dall’agenzia Reuters indicano che il primato è emerso con chiarezza quando il gruppo BMW ha diffuso i dati di vendita con un aumento del 2%. Un incremento che si è tradotto nel dato record di 2,17 milioni di auto consegnate. Un risultato eccellente, ma non ancora sufficiente a insidiare la leadership della Mercedes che, a fronte di un incremento dell’1,3%, ha consegnato 2,34 milioni di automobili. Più indietro in questa speciale classifica l’Audi, poiché pur avendo registrato un +1,8% si è "limitata” a vendere 1 milione e 850 mila veicoli.CONTINUA CRESCITA - Interessante sottolineare che la domanda di auto lussuose è in costante crescita, al contrario di altri segmenti più accessibili e popolari, specie in quelle zone (buona parte d’Europa compresa) dove l’economia è più in affanno. La Mercedes ha altresì comunicato di aver registrato eccellenti risultati in Germania, Cina e Stati Uniti grazie alla costante domanda di suv e di berline di fascia alta. Il marchio di Stoccarda sottolinea inoltre che la domanda è cresciuta del 6,2% in Cina, dove la clientela locale ha spesso ordinato la  super lussuosa Classe S Mercedes Maybach  a un ritmo di oltre 700 veicoli al mese.I COMMENTI - Eppure non mancano motivi di preoccupazione per il futuro, soprattutto pensando all’aumento dei dazi e delle tariffe automobilistiche che potrebbero frenare la domanda. E sempre in prospettiva futura, un portavoce della BMW ha dichiarato che per il 2020 il marchi di Monaco punta a un leggero aumento delle vendite globali, ben supportate peraltro dalla "solida crescita" in Cina. Quanto all’Europa, i dati non dovrebbero discostarsi da quelli del 2019 per la sostanziale stagnazione dell’economia del Vecchio Continente. Infine Hildegar Wortmann, il nuovo responsabile delle vendite di Audi, ritiene che la nuova  gamma di prodotti lanciati in questi mesi  dovrebbe aiutare il marchio a sostenere il duello con i rivali e riconquistare il terreno perduto rispetto a Mercedes e BMW negli ultimi anni.

14/01/2020
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Segnale divieto di sosta: caratteristiche e normativa
Molto diffuso nei centri urbani, il segnale divieto di sosta è spesso corredato da vari pannelli integrativi. Il comportamento dei veicoli a motore su strada viene regolamentato dalle disposizioni del Codice della Strada. Una parte di tale disposizioni viene implementata per mezzo della segnaletica verticale, ossia tutti quei segnali – costituiti nella maggior parte dei casi da pannelli di varie forme, colori e dimensioni – posti in perpendicolare rispetto al piano stradale. Uno dei più diffusi, soprattutto nelle aree urbane, è il segnale divieto di sosta. Vediamo di seguito quali caratteristiche lo contraddistinguono e qual è la normativa di riferimento. La sosta dei veicoli nel Codice della strada L’articolo 157 del Codice della Strada definisce tre concetti molto importanti per quanto riguarda la circolazione dei veicoli: l’arresto (“l’interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione“); la fermata (“la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia“); la sosta (“la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente“); il Codice prevede anche la sosta d’emergenza, ovvero l’interruzione della marcia dovuta ad un malfunzionamento del veicolo o ad un malessere fisico del conducente o di un passeggero. In generale, in caso di sosta e o di fermata il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata (salvo non vi siano specifiche segnalazioni di tipo diverso). Fuori dai centri abitati, i veicoli in sosta devono essere lasciati al di fuori della carreggiata; nelle strade urbane a senso unico di marcia, invece, la sosta è consentita lungo il margine sinistro della carreggiata. In ogni caso, il veicolo va collocato in posizione tale da consentire la circolazione dei pedoni e da non essere di intralcio al traffico. Il segnale divieto di sosta: com’è fatto e cosa significa Come gli altri segnali di divieto, anche quello di sosta è costituito da un disco di lamiera con il bordo rosso; all’interno della corona vi è un disco blu attraversato in diagonale da una barra rossa. Il segnale di divieto di sosta implica le seguenti prescrizioni: vieta la sosta del veicolo lungo il lato della strada sul quale si trova il segnale; non vieta la fermata del veicolo; consente la sosta lungo il tratto di strada precedente il punto in cui si trova il segnale; salvo diversa prescrizione, il segnale vieta la sosta dalle ore 8 alle ore 20 su strade urbane e la sosta in assoluto su strade extraurbane. Il segnale di divieto può essere corredato da vari pannelli integrativi per rendere più chiara l’indicazione: il segnale divieto di sosta con freccia in alto indica l’inizio del tratto di strada lungo il quale vige il divieto; il segnale divieto di sosta con freccia in basso indica la fine del tratto di strada lungo il quale vige il divieto; il pannello integrativo con le due frecce (una verso l’alto e l’altra verso il basso) costituisce il segnale di divieto di sosta continua, valido sia prima che dopo il dispositivo di segnalazione; il pannello integrativo di validità permanente reca l’indicazione 0-24 che implica un divieto di sosta senza limitazioni di tempo. Altri pannelli integrativi possono fornire informazioni aggiuntive, come ad esempio la limitazione del divieto ai giorni feriali o festivi oppure la limitazione ad una determinata categoria di veicoli. Il divieto di sosta può essere ‘abbinato’ anche alla rimozione forzata: in tal caso, il segnale è accompagnato dall’apposito pannello integrativo. Il segnale di divieto può essere incluso in pannelli segnaletici più articolati: Regolazione flessibile della sosta nei centri abitati. Il segnale di divieto è corredato dagli orari in cui vige il divieto stesso mentre nell’altra metà del pannello si trova il segnale di parcheggio con gli orari in cui è possibile parcheggiare; Sosta consentita a particolari categorie di veicoli: il pannello contiene il segnale di divieto assieme a quello di parcheggio ed all’indicazione della categoria autorizzata; Passo carrabile: il pannello implica il divieto di sosta davanti allo sbocco di un passo carrabile ma consente la fermate purché il veicolo non sia d’intralcio; Segnale divieto di sosta temporaneo: si trova lungo le strade su cui si effettuano operazioni di pulizia meccanica; il pannello vieta la sosta nelle ore durante le quali è programmata la pulizia. Il divieto vale per i giorni e le ore indicate.Segnale divieto di sosta e fermata: le differenze Oltre a quello che prescrive il divieto di sosta esiste anche il segnale di divieto di fermata. In quest’ultimo, il disco blu è segnato da una croce formata da due barre diagonali rosse. Il segnale vieta qualsiasi sospensione volontaria della marcia, inclusa la sosta, se non per cause di forza maggiore, come ad esempio il semaforo rosso o un rallentamento del traffico. In assenza di segnalazioni integrative, il divieto è valido per 24 ore lungo il tratto di strada sul quale si trova il segnale ed anche sul tratto precedente se è presente il pannello integrativo con la freccia rivolta verso il basso. Le sanzioni per sosta vietata L’articolo 158 del Codice della Strada disciplina la fermata e la sosta dei veicoli, oltre a riportare le sanzioni previste per le violazioni delle disposizioni in esso contenute. La multa va da 40 a 163 euro per ciclomotori e motoveicoli e da 84 a 335 euro per gli autoveicoli nei seguenti casi di sosta non consentita: in prossimità dei binari ferroviari tale da ostruire la marcia; nelle gallerie, nelle sottovie e nei sottopassaggi; sui dossi e nei tratti in curva; in prossimità di segnali e semafori in modo tale da occultarli alla vista; nelle aree di intersezione al di fuori dei centri abitati; sui marciapiedi (salvo diversa segnalazione); negli spazi destinati allo stazionamento degli autobus; negli spazi destinati ai veicoli riservati alle persone invalide; nelle corsie o nelle carreggiate riservate ai mezzi pubblici. In tutti gli altri casi, le sanzioni previste vanno da 24 a 97 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 41 a 168 euro per gli altri veicoli.

31/12/2019
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Bollo auto, il ‘Rav’ va in pensione: dal 1° gennaio arriva PagoPa
Le nuove modalità di pagamento del bollo auto. Addio al ‘Rav’ per dare il benvenuto a PagoPa. Ecco tutte le novità in arrivo dal 1° gennaio. ROMA – Le nuove modalità di pagamento del bollo d’auto. Dal 1° gennaio 2020 ci sarà l’addio definitivo al “Rav” (il classico vecchio bollettino n.d.r.) con l’arrivo del PagoPa, che coinvolgerà tutti i pagamenti della pubblica amministrazione. Ultimi giorni, quindi, per usufruire del vecchio metodo con la nuova piattaforma che entrerà in vigore con l’anno nuovo. Da gennaio, infatti, addio al canale che le agenzie utilizzano per conservare i pagamenti su veicoli intestati ad altre regioni. Lotta all’evasione fiscale Presto il bollo auto, però, potrebbe essere oggetto ad ulteriori novità. La maggioranza giallo-rossa è al lavoro per cercare di eliminare la grande evasione fiscale. Per farlo si pensa ad una banca data unica gestita dall’Aci con l’obiettivo di “assolvere transitoriamente alla funzione di integrazione e coordinamento dei relativi archivi“. Il provvedimento è stato inserito in uno degli emendamenti del dl Fiscale, approvato nella giornata di ieri (giovedì 5 dicembre 2019 n.d.r.) alla Camera. “Le informazioni – si legge nel testo riportato dal Corriere della Sera – sono disponibili per tutti gli enti che a loro volta provvedono a far confluire in modo simultaneo e sistematico i dati dei propri archivi delle tasse automobilistiche nel sistema informativo del Pra“.Posticipato l’addio al Pra Inoltre, il decreto legge fiscale ha allungato la vita al Pra. L’abolizione, prevista per i primi mesi del 2020, è stata rimandata al 1° novembre ma non è escluso un ulteriore slittamento nelle prossime ore. Airbag moto Con la manovra, inoltre, si è deciso di inserire una detrazione del 50% (fino a un massimo di 500 euro n.d.r.) per gli airbag da moto con un onere complessivo di 30 milioni di euro per lo Stato. I dispositivi potranno avere sia l’attivazione meccanica che elettronica.

31/12/2019
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